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Chi siamo

Sorto a Trieste nel 1971 per iniziativa di alcuni giovani uniti dall’amicizia e dalla passione per la musica, fin dall’inizio della sua attività si è proposto all’attenzione del pubblico e della critica per la sua originalità e per la particolarità del repertorio, realizzato anche con la collaborazione di vari strumenti (violino, flauti, cembalo, chitarre, xilofono, glockenspiel, percussioni varie ecc.). Tali caratteristiche hanno permesso al Gruppo Incontro di trovare una propria e specifica collocazione nel vasto panorama musicale. Il Gruppo ha svolto un’intensa attività concertistica in Italia, Austria, Germania, Ungheria, Belgio, Slovenia e Paesi dell’Est. Ha ottenuto il 1° premio con lode della giuria al 25° Festival Internazionale della Gioventù di Neerpelt (Belgio); ha registrato per la RAI, Radio Lubiana, Radio Capodistria, e per le radiotelevisioni belga, iugoslava e olandese. Nel 2001 ha celebrato il suo trentennale con il concerto Il nostro canto libero alla sala Tripcovich di Trieste. Attualmente il Gruppo Incontro è diretto da Rita Susovsky , che ne è stata la fondatrice e primo direttore.
 
 

Dicono di noi

"… Anche in queste pittoresche proposte musicali, il complesso di Rita Susovsky si mantiene entro rigorosi confini di gusto, riconfermando le caratteristiche di una comunicatività che merita, per impegno e intendimenti, la simpatia e il consenso del pubblico…" (Dalla recensione del musicologo e critico musicale Gianni Gori su "IL PICCOLO" di Trieste.)

 

"… I pregi del complesso si rilevano, specialmente nell’intonazione, nell’agilità ritmica delle voci, nell’assidua, efficace cura delle sonorità tenui e trasparenti, accanto all’equilibrio nelle sonorità robuste, a una timbratura sicura delle voci solistiche" (Dalla recensione del critico musicale Giorgio Rittmeyer sul "MESSAGGERO VENETO". )

"… E’ sempre stato un contrassegno stilistico di questo ensemble abbinare voci e strumenti raggiungendo effetti sonori raffinati con scelte di repertorio molto personali e anche questa volta non si è smentito. Anzi dimostra nel tempo di aver raggiunto una vocalità sempre più consapevole e matura anche se lo smalto rimane giovanile, fresco, scintillante…"

(dalla recensione di L. Bamboschek su "IL PICCOLO" di Trieste. )